IL SENTIERO DEL PREMIO | Intervista immaginaria a Luca – Zorro nella neve
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Intervista immaginaria a Luca – Zorro nella neve

14 feb Intervista immaginaria a Luca – Zorro nella neve

Qual è il motivo per cui pratichi lo sci?
Il motivo per cui pratico lo sci? Be’… ci sarebbero varie motivazioni, ma la principale è perché mi fa sentire libero, in un certo senso. Amo la neve perchè è fredda e compatta. La cosa che però mi soddisfa di più è il fatto che mi ritrovo dinnanzi alla natura e in qualche modo sento di sfidarla.
Ci racconteresti del tuo passato e del perché sei sempre solo?
Non ho tanto da dire sul mio passato in genere…magari sul mio passato sciistico sì. A 3 anni ho messo i miei primi sci…ricordo anche il modello, erano dei Volker rossi. A 5 anni entrai a far parte di un club austriaco, “Wondercasth”. A 6 anni vinsi la mia prima gara, arrivando primo, sempre in Austria. Era una gara importante, almeno così avevo capito. Specificamente si trattava di una gara provinciale, dove erano tutti Austriaci praticamente, a parte io. Il periodo dei 7 anni fu un periodo abbastanza vuoto: poche gare, quasi nessuna vittoria, ma soprattutto poca neve. Ad 8 anni vinsi per la prima volta una gara regionale che si svolse in Svizzera, a Saint Moritz. Arrivai al primo posto, staccando gli avversari di almeno tre secondi, quindi più o meno tre o quattro pali da slalom. Mi classificai al secondo posto in una gara locale in Italia contro il campione Europeo, Erick Juanessenn, un tedesco con grandi capacità. Salterei fino ai 14 anni, per non ripetere sempre le stesse cose… Proprio a quell’età ebbi una delle gare sciistiche più importanti: la Vondel Schausse, ovvero una gara europea. La gara andò di bene in meglio, arrivai al primo posto con un distacco da Erick di almeno un secondo… fui davvero fiero. Tra i 17 e i 18 anni la mia carriera finì… dopo la deludente sconfitta mondiale contro il russo Alìn Kutdamnovic, decisi di ritirarmi dallo sport agonistico, mettendomi sempre di più in disparte e stando sempre più solo.
In questo periodo dove vivi e quanto scii?
Ora come ora vivo in Svizzera, a Zurigo, verso le montagne. Ho una piccola villetta per due persone, io e la mia fidanzata. Scio praticamente quattro o cinque volte alla settimana e, facendo il soccorritore, sto la maggior parte del tempo in motoslitta, quindi non ho quasi tempo di farmi piste in modo sfrenato come nel passato.
Cosa ti ha fatto intraprendere la strada del soccorritore?
È stato un episodio che mi successe un po’ di tempo fa, un episodio catastrofico…Venni travolto da una valanga, pensai di essere morto… ma no, ci fu un cane ed una guardia alpina che mi salvarono. Da quel momento amo aiutare le persone in pericolo, ed ora come ora sono disposto anche a sacrificarmi per bambini che si trovano davvero in pericolo. Ad esempio una volta un bambino cadde in un burrone, aggrappato alla sua racchetta infilzata nella neve; a malapena sentii urlare aiuto. Corsi verso il punto in cui sentivo l’eco, ed ecco che la racchetta stava per scivolare. Lo presi e lo riuscii a sollevare, ma mentre mi stavo sollevando io, ci fu una frana.. ed ecco che caddi proprio dentro il burrone, fratturandomi costole e spalla destra ma per fortuna ora sto meglio.
Qual è il sentimento che ti lega di più a Mary, la tua fidanzata?
Sicuramente il fatto che condividiamo la stessa passione per gli animali; ma cosa più importante il fatto che ci aiutiamo l’un l’altro nei piccoli problemi quotidiani. Giorno dopo giorno il nostro rapporto e la nostra storia si consolidano.
Tu e Mary avete programmi per il futuro?
Eccetto il fatto di esserci trasferiti assieme in Australia, non abbiamo programmi per il futuro.Cerchiamo di goderci per ora il nostro amore giorno dopo giorno prima di prendere scelte troppo importanti per ora.
Che legame hai con i tuoi genitori?
Rispetto a com’ era un tempo è molto migliorato. Anche se all’inizio dubitavano delle mie scelte (secondo il loro punto di vista i miei obbiettivi non si sarebbero realizzati o comunque non avrebbero dato i loro frutti)ora, che hanno capito l’importanza e il tempo che dedico alle mie passione e quindi ai miei obiettivi, sono più fiduciosi.
Puppy è migliorato molto nell’ultimo periodo grazie all’addestramento?
Sì, ora il suo fiuto riesce a raggiungere distanze più lontane e a decifrare facilmente i vari odori. Oramai lo si può considerare un vero e proprio cane addestrato per il ritrovamento di persone in alta montagna.
Credi di essere cambiato molto rispetto a quando non avevi ancora scelto di intraprendere il lavoro di soccorritore alpino?
Sì, grazie a diverse cose che mi sono accadute. Prima non avevo piani per il mio futuro,ero incerto su cosa volevo essere mentre ora ho uno scopo nella vita e persone al mio fianco che ho incontrato mentre cercavo di capire me stesso.
Sei fiero di quello che hai fatto finora?
Certamente, ho raggiunto obbiettivi che io stesso pensavo di non raggiungere e quindi posso dirmi soddisfatto. Per il resto ho un futuro che mi aspetta che sono certo che mi porterà a nuove scoperte e nuovi obiettivi che finora non mi ero posto.