IL SENTIERO DEL PREMIO | Intervista immaginaria a Sofia – La trottola di Sofia
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Intervista immaginaria a Sofia – La trottola di Sofia

14 feb Intervista immaginaria a Sofia – La trottola di Sofia

Ha mai avuto idee di un lavoro diverso dal Suo?
Sì, avevo pensato di diventare una giornalista, di raccontare al mondo la situazione in cui le donne vivevano in Russia.
Come si sente ad essere la prima donna che ha avuto una cattedra universitaria?
Di certo è stato emozionante, ma non sono riuscita a godermi per molto questo sogno; come avete letto, sono morta dopo appena due anni dalla mia assunzione.
Cosa l’ha spinta andare avanti?
Oltre al mio amore per la matematica, l’idea di essere la prima donna con una cattedra universitaria mi ha dato la forza di sopportare tutto quello che ho passato.
Le è mai piaciuto veramente Suo marito?
Inizialmente pensavo di sì, ma poi ho capito che eravamo persone troppo diverse, quindi accettai il nostro finto matrimonio.
Ha mai pensato di avere una relazione seria?
Spesso ci ho pensato, dopo la mia assunzione ero motivata a trovare un compagno, ma poi la mia malattia mi ha impedito di riuscirci.
Quando Sua madre ha scoperto che il Suo sogno si era realizzato come ha reagito?
Mi ha mandato subito una lettera dove diceva che ero la migliore figlia del mondo e che non ci poteva credere, che era orgogliosa di avere una figlia come me.
Le piacerebbe vivere nei giorni nostri?
Sicuramente, sono molto curiosa delle tecnologie dei vostri giorni, mi piace l’idea di poter avere una vita più lunga di quella che mi è stata concessa.
Come mai si sono rotti i rapporti tra Lei e suo fratello?
Dopo poco tempo che io e mia sorella partimmo, lui, preso dallo sconforto, scappò di casa e si suicidò.

Certo, per tutto il periodo della mia infanzia ho invidiato il coraggio di mia sorella, ma poi quando le nostre strade si sono divise non ci ho più pensato.
L’hanno mai presa in giro gli altri insegnanti?
Per i primi mesi di scuola sì, mi davano della raccomandata e via dicendo; poi però, vista la mia bravura, si dovettero ricredere.